Cubadak

Cubadak - Cubadak Paradise Village

Isola tropicale ? villaggio turistico ? All’inclusive ? ….

Nemmeno una di queste definizioni va bene per questo posto  .

L’isola è abbastanza grande e rocciosa , ricoperta da una fitta giungla, se dal vostro bungalow di legno e foglia di palma vi guarderete intorno a 360° l’impressione che avrete, è quella di trovarvi in un campeggio sulle rive di un grande lago di montagna.

Il mio bungalows si chiama lumba lumba (delfino) dal patio  osservo il panorama intorno soddisfatta, erano anni che desideravo venire fin qua, mi piace questo contatto con la natura, questo isolamento da tutto, si sente la magia del posto, la sua unicità.

La sera si fanno tavolate insieme agli altri ospiti di varie nazionalita', la tavola è imbandita come per un pranzo di Natale, con primi e secondi di pesce , carne, verdure, frutta e l’immancabile dolce finale, il tutto cucinato benissimo.

Scambiamo qualche chiacchiera e stanchi della giornata ce ne andiamo a letto, non facciamo in tempo a metterci il pigiama che un urlo dal bungalow di Anna e Mauri richiama la nostra attenzione …

Aiutoooooooooooo c’è un serpente in bagno ! ………. Sì, un serpente, dice Mauro scuotendo la testa, sta a vedere che roba sarà mai, dopo solo un attimo lo vedo tornare pallido e sconvolto, vado a chiamare qualcuno mi dice, altro che serpente Cinzia dovresti vederlo …

Mi precipito subito dai ragazzi e …. Cavoli, ne abbiamo già visti in Thailandia, per la strada, non certo dentro una camera, sono inconfondibile, verde acceso con pallini e striature turchesi, una velenosissima vipera del bambù, un serpente arboricolo che fortunatamente non è molto aggressivo, certo immaginate di essere a lavarvi i denti e vederlo vicino ai vostri piedi nel vostro bagno!

Ritorniamo a letto, ma prima ispezioniamo ogni angolo della stanza, cosa che faremo ogni sera tutti insieme, prima nel nostro bungalow e poi in quello dei ragazzi .

Il rimbocco della zanzariera intorno al letto sarà sempre opera di grande premura … non si sa mai.

Anna e Maurizio al loro primo viaggio in Oriente hanno avuto un ottimo spirito di adattamento e un gran coraggio, non so in quanti, anche esperti viaggiatori avrebbero scelto di continuare a stare nell’isola dopo di questo, certo se avessero voluto andare via, avremmo cercato sul posto qualcosa, anche se in quella zona di Sumatra le strutture turistiche sono quasi inesistenti.

Le emozioni a Cubadak non finiscono mai, ci svegliamo presto il mattino … ma perché ? qua non ci sono le preghiere e nemmeno i galli!

Mi affaccio al porticato e resto ad ammirare l’alba, sono rapita dalla quiete del posto, dai colori che cambiano rapidamente, dalle enormi farfalle, o dal piccolo colibrì che svolazza succhiando il nettare del fiore rosso che è più grande di lui, dalle scimmiette che a pochi metri da me, dove inizia la foresta saltano di ramo in ramo.

Fare snorkeling nell’acqua color verde smeraldo è come entrare in un acquario, tutte le creature marine sono a portata di pinna, vedremo una bella tartaruga marina e un’enorme aquila di mare, tante meduse, gruppi di pesci colorati, anemoni, coralli ….

Con la canoa a bilanciere si arriva alle altre isolette vicine, fino a incontrare la barriera corallina affiorante, i colori del mare passano dallo smeraldo al turchese al verde chiarissimo.

Marco, uno dei proprietari di Cubadak, un ragazzo francese grande viaggiatore, che da molti anni ha fatto dell’Asia la sua casa e dal quale attingerò preziose informazioni, ci porta in barca in giro per le isolette deserte dei dintorni, una delle più belle è Pulau Palangan, una striscia di sabbia bianca e un mare azzurro e cristallino, su quest’isola tempo fa’ qualcuno ha costruito un paio di bungalow adesso in disuso, volendo ci si può campeggiare ma è necessario portarsi tutto, compresa l’acqua.

Fare il bagno a Palangan è un’esperienza unica perché dopo pochi metri il canale che separa le due isole sprofonda in un’infinita fossa blu.

I pescatori arrivano tutti i giorni a portare il pesce appena pescato, li salutiamo usando le poche parole bahasa che sappiamo, loro ridono e correggono la nostra pronuncia, poi si mettono in posa in attesa di una foto.

Dopo colazione andiamo a dare da mangiare a Bulan, la scimmietta che Nanni ha trovato ferita perché caduta da un albero, l’ha cresciuta e accudita come un cagnolino, bulan è golosa, ma anche molto dispettosa bisogna stare attenti.

Poi andiamo a vedere se dalla foresta sono arrivati i grossi varani, vengono a cercare rimanenze di cibo nel punto dove bruciano i rifiuti.

La sera ci ritroviamo tutti nel pontile, prendiamo un aperitivo, Marco e Maurizio suonano la chitarra, fino al suono della campanella che annuncia che la cena è pronta, stiamo proprio bene ! purtroppo ancora una volta dobbiamo rifare gli zaini e partire.

Diciamo addio a cubadak consapevoli che in un posto come questo non si ritorna mai due volte .

Rifacciamo la strada panoramica e ancora una volta ripiombiamo nell’assurdo traffico di Padang, rimaniamo imbottigliati più volte, arriveremo all’aeroporto cinquanta minuti prima del volo!